Lo spettacolo della morte

Marco Simoncelli
Esiste un problema, giornalisticamente parlando. Ci sono troppe notizie, un numero indefinibile di siti dove acquisirle e poco tempo da destinare loro. La foresta mediatica è affollata di storie assopite ma alcune vengono puntualmente ridestate. Il confine tra cronache e loro spettacolarizzazione è sempre sottile e alcune tipologie di notizie resistono bene al letargo, come il gossip e la scomparsa precoce di giovani celebrità. A distanza di un anno migliaia di persone che non si erano mai interessate di motociclismo piangono la perdita di Marco Simoncelli, un ragazzo simpatico, brillante, l’erede. Per i suoi funerali in diretta televisiva vennero istituiti servizi d’ordine ai caselli, distribuiti accreditamenti come in un GP, il tutto per controllare un fiume in piena di 60 mila persone. Anche altri personaggi sono molto seguiti: il Papa è sempre richiesto, ma quando c’era Wojtyla le sedi italiane delle agenzie stampa avevano maggiori occasioni di produrre materiale da distribuire. La Principessa Diana ebbe un seguito in vita che non teme rivali: bella, giovane, nobile e ribelle fu dalla stampa monitorata in aereo, rincorsa in mare, inseguita in auto fino la tragedia. Il suo funerale monopolizzò l’attenzione mondiale tanto da offuscare il pianeta.
Le tragedie fanno vendere: la concorrenza tra i media è spietata e gli sponsor pagano la visibilità, non le buone intenzioni. Per contendersi i clienti si studiano nuove forme di interazione tra le notizie ed un utente sempre più allenato ad un ruolo attivo. Le redazioni si popolano di figure cresciute tra video giochi e tecnologia, inebriate di azione e partecipazione ai fatti senza eccessivo sudore.
Giunge dal The New York Times un pacchetto multimediale di cronaca innovativo, intitolato Snow Fall The Avalanche at Tunnel Creek. Diviso in sei parti, grafici interattivi, video, immagini meteo dinamiche con commenti degli esperti. Un enorme servizio iniziatico, un tentativo, studiato a tavolino nei minimi dettagli, di preparare i lettori ai cambiamenti che li attendono. Partendo dalle dinamiche persuasive e suggestive che una notizia muove, il NYT sfrutta le potenzialità della cultura digitale e la flessibilità di una pagina web — nella quale si possono assemblare e gestire vari contenuti — per ottenere la cosiddetta realtà aumentata. Quasi un esperimento di psicologia, protagonisti esaminati come in laboratorio. Gli sfortunati interpreti della tragedia divengono attori, la trama è quella di una storia senza lieto fine. Filo conduttore l’empatia, antico stratagemma della narrazione basato sul rapporto emozionale di partecipazione che lega il cantore al suo pubblico. In questo servizio il pathos è ottenuto attraverso un processo meticoloso. Ti mostro le vittime fin da piccole: sono belle, inizi a distinguerle, ti piacciono, figure atletiche, vestono e mangiano come te. Ti immedesimi: ora tu sei loro, stai sciando, improvvisamente senti freddo, sei disperato, ti manca l’aria e gli occhi iniziano a gelarsi. L’empatia è mettersi nei panni dell’altro, non per pietà ma per misurare la nostra possibile reazione, un ancestrale confronto mirato alla sopravvivenza e i bravi redattori lo sanno. Ma cosa succede se in quei panni ci sono dei fuoriclasse, degli esperti che conoscono profondamente il nemico? Accade, per quanto crudele sia, che la storia diviene più avvincente.
Testo adattato da Vanda Biffani. Piazza Enciclopedia Magazine (9 gennaio 2013)
cronaca: Notizia che parla degli avvenimenti della vita quotidiana.
servizio d’ordine ai caselli: Controllo degli ingressi a un evento.
utente: Utilizzatore (più genericamente, pubblico).
inebriato: Ubriacato, eccitato.
pathos: Intensità emotiva.

Comprensione del testo

Per ciascuna delle domande seguenti, scegliete la risposta giusta. Attenzione: soltanto UNA risposta è corretta.

1. Considerato il contesto, che cosa significa «assopite»?
Addormentate.
■ Noiose.
■ Antiquate.
■ Antipatiche.
2. «Il confine tra cronache e loro spettacolarizzazione è sempre sottile»; cioè, la cronaca
■ consiste nella spettacolarizzazione.
si presta alla spettacolarizzazione.
■ segnala i limiti della spettacolarizzazione.
■ importa meno della sua spettacolarizzazione.
3. Secondo l’articolo, la morte di Simoncelli
■ ha fatto crescere la passione per le moto.
■ ha perso interesse, un anno dopo.
è stata molto seguita perché si trattava di un giovane famoso.
■ è stata meno seguita di quella di Lady Di.
4. Secondo l’articolo, le notizie sul Papa
■ sono più seguite in Italia che in altri Paesi.
■ interessano meno di quelle su Simoncelli o Diana di Galles.
■ erano più interessanti nel periodo di Papa Wojtyla.
sono sempre un tema d’interesse.
5. «Gli sponsor pagano la visibilità, non le buone intenzioni»; cioè a dire
■ le buone intenzioni fanno perdere soldi.
agli sponsor interessa solo l’impatto delle notizie.
■ visibilità e buone intenzioni sono incompatibili.
■ le buoni intenzioni non hanno bisogno di sponsor.
6. L’utente è «sempre più allenato ad un ruolo attivo»; in effetti, gli utenti
■ sono sempre più informati.
■ vogliono poter modificare il contenuto delle notizie.
hanno una cultura multimediale sempre più grande.
■ cambiano costantemente attività.
7. La frase «Figure […] inebriate di azione e partecipazione ai fatti senza eccessivo sudore» vuol dire che si tratta di
■ fatti che fanno sudare poco.
partecipazione che richiede poco sforzo.
■ redattori poco maturi.
■ redazioni dove si lavora poco.
8. Qual è l’aspetto della realtà aumentata che più interessa alle redazioni?
Il coinvolgimento emozionale dell’utente.
■ I pacchetti multimediali.
■ L’aspetto educativo della cultura digitale.
■ La psicologia sperimentale.

+EXÁMENES RESUELTOS

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