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La basilica di San Zeno

La basilica di San Zeno
La basilica di San Zeno è senza dubbio una delle più belle chiese romaniche esistenti in Italia. L'intenso cromatismo, dato dall'impiego della pietra di tufo usata sola o alternata a mattoni, si imprime subito nella memoria del visitatore. L'origine del primitivo nucleo di San Zeno è da ricondurre alla chiesa e al cenobio eretti nell'area cimiteriale romana e paleocristiana vicina alla Via Gallica, sorti sul luogo di sepoltura del Vescovo Zeno per conservarne la memoria e le reliquie. Il primitivo nucleo subì nel VI secolo dei rifacimenti. Qualche storico vede nel sacello di San Benedetto, tuttora esistente nel chiostro, una parte del primitivo complesso.

Con l'espandersi del culto del Santo, l'edificio cominciò a rivelarsi insufficiente. E così fra l'805 e l'806 la comune volontà del re franco Pipino, del Vescovo Ratoldo e dell'Arcidiacono Pacifico, fece realizzare una chiesa più vasta con annesso monastero. Nel 963, a seguito della distruzione operata dagli Ungari, l'imperatore Ottone I e il Vescovo Raterio fecero ricostruire la basilica. Questa è la chiesa che nel 983 vide l'investitura imperiale e la consacrazione episcopale di San Adalberto che esercitò la sua azione pastorale nell' Europa nordorientale. Si tratta di una costruzione a tre navate e tre absidi, larga come l'attuale, ma meno lunga e provvista di cripta.
              
Testo adattato da Consorzio di Promozione e Commercializzazione Turistica - Verona e Dintorni - www..veronaitaly.it
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